Categorie rifiuti: pile e accumulatori

Con i termini “pila” e “accumulatore” il D.Lgs 188 del 20 novembre 2008 indica una fonte di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica, costituita da uno o più elementi primari (non ricaricabili) o costituita da uno o più elementi secondari (ricaricabili). L’intero comparto delle pile e degli accumulatori viene suddiviso in tre tipologie:

  • Batterie o accumulatori per veicoli: le batterie o gli accumulatori utilizzati per l’avviamento, l’illuminazione e l’accensione;
  • Pile o accumulatori industriali: le pile o gli accumulatori esclusivamente a uso industriale o professionale, o utilizzati in qualsiasi tipo di veicoli elettrici;
  • Pile o accumulatori portatili: le pile, le pile a bottone, i pacchi batteria o gli accumulatori che sono sigillati, sono trasportati a mano e non costituiscono pile o accumulatori industriali, ne’ batterie o accumulatori per veicoli.

La distinzione avviene anche in funzione della composizione (al litio, alcalina, zinco aria, zinco argento, zinco carbone, zinco cloruro, piombo, nichel cadmio, michel idruri metallici).

Per ciascuna di queste categorie viene prevista la raccolta separata con processi di trattamento, riciclaggio, recupero e smaltimento per evitare che le sostanze inquinanti di cui sono composte le pile e gli accumulatori possano andare dispersi nell’ambiente, danneggiandolo e danneggiando anche la salute.